Castello di Spessa
La tradizione vinicola del Castello di Spessa ha radici lontane, una storia plurisecolare di cui si ha notizia fin dal 1559, grazie a preziosissimi documenti storici e scritti artistici. Antonio dell’Agata, eclettico artista friulano vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, nell’operetta “Gorizia in Giubilo”, composta per l’atteso arrivo dell’Imperatore Carlo VI, oltre a citare “Spessa di Casa Turriana” descrive i deliziosi prodotti delle circostanti “colline delicate, e potenti”; cita “…le ribolle (…) li Cividini (…) li Refoschi (…) il pignolo, ed altri, i nomi de quali formerebbe un lungo Catalogo…”.
Lo stesso Giacomo Casanova, ospite del Conte al Castello nella seconda metà del ‘700, intellettuale poco incline a gratuite lodi, decanta la qualità dei vini della tenuta scrivendo che “tutti i beni del conte consistevano in vigne che davano un vin bianco eccellente e che gli rendevano circa mille zecchini all’anno”.
Da allora, per oltre 4 secoli, la raffinatezza dei vini del Castello di Spessa ha conquistato i palati più esigenti, in tutto il mondo.
Lo stesso Giacomo Casanova, ospite del Conte al Castello nella seconda metà del ‘700, intellettuale poco incline a gratuite lodi, decanta la qualità dei vini della tenuta scrivendo che “tutti i beni del conte consistevano in vigne che davano un vin bianco eccellente e che gli rendevano circa mille zecchini all’anno”.
Da allora, per oltre 4 secoli, la raffinatezza dei vini del Castello di Spessa ha conquistato i palati più esigenti, in tutto il mondo.
Scheda di Castello di Spessa